CONSIGLI DI
ALLENAMENTO
PROGRAMMAZIONE DELL’ALLENAMENTO Testo e disegni
di Stelvio Beraldo
ESERCIZI E CARICO DI LAVORO
Mezzi di allenamento(insieme degli esercizi fisici omogenei
tra loro)
ESERCIZI DI CARATTERE GENERALE
Possono non avere alcuna attinenza all'impegno muscolare specifico
degli esercizi di gara e tendono al miglioramento generalizzato
delle capacità motorie come la forza, resistenza, velocità,
coordinazione ecc.
ESERCIZI DI CARATTERE SPECIALE
Hanno la caratteristica di contenere uno o più elementi
esecutivi tipici delle azioni di gara in relazione alle quali
ne rispettano i parametri esecutivi di spazio e di tempo
ESERCIZI DI GARA
Se eseguiti sia globalmente, sia in frazioni complesse per
almeno 3/4 dell'esercizio di gara completo
Parametri dell'esercizio fisico (movimento)
MOVIMENTO CICLICO
Relativo alla locomozione con caratteristica di movimenti
combinati in successione (corsa, canottaggio, ciclismo ecc.)
MOVIMENTO ACICLICO
Relativo all’esecuzione di movimenti che, attraverso
le singole azioni, tendono a conseguire l'obiettivo (strappo
e slancio nella pesistica, salti, lanci ecc.)
MOVIMENTO MISTO
Comprensivo dei primi due, si riferisce alle discipline sportive
di situazione (giochi con la palla, sport di combattimento
ecc.)
Carico di lavoro
(insieme degli stimoli indotti dagli esercizi svolti in una
seduta di allenamento) (*)
CARICO ESTERNO
Insieme di esercizi (stimoli) scelti in funzione del risultato
che si vuole ottenere nel tempo. Gli aspetti più caratteristici
del carico esterno sono i parametri di volume e intensità,
ovvero quantità e qualità
CARICO INTERNO
Reazione dell'organismo al carico esterno. Si manifesta con
mutamenti fisiologico-biochimici e morfologici e sollecitazioni
psichiche e intellettive
(*) Gli esercizi e le azioni motorie, grazie agli stimoli
che inducono a diversi livelli biologici, sollecitano delle
risposte tendenti ad un progressivo e graduale adattamento
al carico.
Caratteristiche del carico di lavoro (insieme di stimoli)
DURATA
Tempo cronometrico in cui viene applicato il carico (stimolo)
di allenamento detratto delle pause di recupero.
VOLUME
Numero degli stimoli inerenti il singolo esercizio o tutta
la seduta di allenamento (quantità). Viene riferito
ad una sommatoria omogenea di carichi come: numero di chilogrammi
sollevati, numero delle ripetizioni di un gesto, numero delle
serie o gruppi, distanza percorsa nelle corse, ecc.
INTENSITA'
Impegno organico e muscolare rispetto alla massima prestazione
possibile (qualità). Può essere riferito alla
percentuale di chilogrammi usati rispetto al massimale in
un dato esercizio, al numero di ripetizioni possibili del
gesto in un determinato tempo, alla velocità di spostamento
nella corsa, all'altezza superata nei salti ecc.
DENSITA'
Rapporto tra esecuzione e tempo di recupero. Si esprime in
valori di tempo o in percentuale rispetto alle serie del singolo
esercizio o dell'intera seduta di allenamento
FREQUENZA
Numero delle volte che lo stesso stimolo viene utilizzato
nell’unità di tempo presa in considerazione (giorni,
settimane, ecc.)
DIFFICOLTA' ESECUTIVA DEGLI ESERCIZI
Grado di difficoltà e complessità degli esercizi
effettuati. A volte gli stessi esercizi possono presentare
livelli diversi di impegno (avversari più qualificati,
campi di gioco non abituali, ecc.)
(*) I parametri più utilizzati sono quelli di volume
e intensità. Nella applicazione del carico di allenamento
è importante tenere conto soprattutto dell'età,
sesso e livello di preparazione dell'atleta.
La supercompensazione: è il meccanismo che fa scattare
gli effetti ricercati dall’allenamento. Quindi, attraverso
adeguati stimoli (esercizi) si tende a instaurare l'adattamento-risposta
ai carichi e allo stress, ovvero vengono a crearsi i presupposti
per resistere nel tempo a stimoli di maggiore entità
(Figura 1).
I carichi ovviamente dovranno risultare quantitativamente
e qualitativamente equilibrati, tali da scatenare quei processi
biologici di adattamento che nel tempo instaurano delle risposte
allo stimolo sempre più positive e elevate.
Particolare attenzione va posta ai giusti periodi di recupero
tra le varie sedute di allenamento, è infatti in questa
fase che l'organismo ricostituisce le riserve energetiche
e le possibilità funzionali "compromesse”
dall'allenamento.
Per attuare il meccanismo corretto di supercompensazione
è necessario che lo stimolo allenante si ponga entro
certe soglie, infatti (Tabella e Figura):
STIMOLI BLANDI E CONTINUI
Creano un iniziale, leggero adattamento in persone non allenate.
Sono inefficaci e peggiorano la condizione fisica in atleti
allenati
STIMOLI DI MEDIA INTENSITA'
Permettono un momentaneo mantenimento del livello di efficienza
raggiunto, libello che nel tempo tenderà progressivamente
a decrescere. Se lo stimolo non subisce infatti opportuni
incrementi di intensità e volume vengono a crearsi
delle vere e proprie "barriere" oltre le quali non
è possibile andare
STIMOLI ADEGUATI NELLA INTENSITA' E VOLUME
Solo un'ottimale programmazione del numero di allenamenti
e recuperi, comporta il migliore adattamento-risposta ai carichi
STIMOLI TROPPO ELEVATI E PERIODO DI RECUPERO INSUFFICIENTE
Peggiorano rapidamente la condizione di allenamento. In questo
caso si può andare incontro allo stato patologico di
sovrallenamento oltre a possibili traumi sugli organi e apparati
eccessivamente sollecitati
Il sovrallenamento: stimoli troppo ravvicinati ed intensi
possono indurre uno stato patologico vero e proprio che si
riconosce da varie sintomatologie. L'atleta cala vistosamente
nelle prestazioni abituali e si stanca facilmente, presentando
una serie di cambiamenti a vari livelli biologici e psicologici
(Tabella).
Possono determinare il sovrallenamento, oltre ad una errata
metodologia dell'allenamento, anche la monotonia degli esercizi,
una cattiva alimentazione, i fattori climatici, lo scarso
riposo notturno, un regime di vita non conforme alla norme
sportive, l’uso di sostanze mediche pericolose, problemi
di carattere personale, ecc.
Il sovrallenamento può durare poche settimane come
anche mesi. Si dovrà alleggerire molto l'allenamento,
recuperare un giusto riposo notturno, dare la prevalenza ai
cibi alcalini (frutta e legumi) per compensare la tendenza
acida del metabolismo, far uso corretto di idroterapia e massaggi.
Principali indizi del superallenamento (*)
A livello psicologico
- Scarsa concentrazione e tendenza a distrarsi
- Poca voglia di allenarsi e di gareggiare
- Umore instabile
- Irritabilità
- Abbassamento dell'autostima
- Abbattimento
- Poca determinazione
- Scarsa capacità di autovalutarsi
A livello di prestazione
- Minore capacità di prestazione
- Recuperi meno rapidi
- Minore tolleranza dei carichi
- Peggioramento tecnico e riaffiorare di vecchi errori
- Minore forza (soprattutto massima)
A livello fisiologico
- Frequenza cardiaca a riposo più alta
- Variazioni di pressione arteriosa
- Variazioni nell'elettrocardiogramma (Onda T)
- Maggiore consumo di ossigeno ad intensità submassimali
- Dolori muscolari
- Perdita di peso
A livello biochimico
- Cortisolo e catecolamine più alte
- Minore concentrazione di testosterone
- Minore concentrazione di lattato in attività massimali
- Minore resintesi del glicogeno
- Maggiore concentrazione di urea
- Mestruazioni irregolari
- Minore contenuto di calcio
- Produzione di acidi urici
A livello vegetativo
- Poco appetito (anche anoressia ma a volte bulimia)
- Insonnia
- Percezione di fatica sistematica
- Mal di testa
- Nausea e disturbi gastro-intestinali
- Senso di pesantezza
A livello del sistema immunitario
- Maggiore facilità di infortuni e infezioni
- Riduzione dei linfociti
(*) da Beccarini C. e Madella A.: Progettare e gestire l’allenamento
sportivo - SdS Coni 1997
--------------------------------------------------------------------------------
PRINCIPI FONDAMENTALI DELL'ALLENAMENTO
Ogni tipo di attività fisica determina sull'organismo
effetti di natura fisiologica che in una ripetizione sistematica
e continuativa nel tempo scatena una reazione di difesa e
adattamento con conseguenti risposte funzionali più
economiche e resistenti alfine di un migliore rendimento.
L'ALLENAMENTO è “un processo pedagogico educativo
continuo che si concretizza nell’organizzazione dell’esercizio
fisico ripetuto in qualità, quantità ed intensità
tali da produrre carichi progressivamente crescenti che stimolano
i processi fisiologici di supercompensazione dell’organismo
e favoriscono l’aumento delle capacità fisiche,
psichiche, tecniche e tattiche dell’atleta, al fine
di esaltarne e consolidarne il rendimento in gara” (Prof.
Carlo Vittori). È evidente che tale concetto generale
va adattato di volta in volta in considerazione dell'età,
qualità fisiche, grado di allenamento qualitativo e
quantitativo dell'atleta. In una moderna metodologia vanno
considerati anche quegli aspetti psicologici individuali e
sociali che risultano determinanti all'ottenimento della massima
performance.
Principi generali
CONTINUITA'
L'allenamento deve svolgersi in continuità nel tempo
eliminando periodi di riposo eccessivamente lunghi che creano
i presupposti di “adattamento alla inattività”
e quindi perdita del lavoro precedentemente svolto. Pertanto
la frequenza degli allenamenti, anche in periodi di riduzioni
del lavoro, dovrà essere tale da garantire almeno il
mantenimento di quanto acquisito
VARIABILITA'
L'allenamento sarà più redditizio e più
facilmente gradito quando comprenderà una serie molteplice
di attività ed esercizi studiati in forma e successione
tale da evitare l'insorgere della noia e dell'affaticamento
nervoso, fattori che riducono sensibilmente la capacità
applicativa e l'interesse dell'atleta. La variazione degli
esercizi e dei metodi evita anche la formazione di "barriere"
ovvero impedimenti all'ulteriore sviluppo delle capacità
motorie
SISTEMATICITA'
Organizzazione razionale tra le sequenze di allenamento e
la frequenza con cui vengono proposti certi tipi di esercitazioni
CICLICITA'
I carichi vanno organizzati in relazione ai diversi periodi
programmati, pertanto devono avere le caratteristiche quantitative
e qualitative proprie del ciclo di allenamento
INDIVIDUALIZZAZIONE
Da un iniziale programma generale applicabile a tutti si dovrà
gradualmente passare alla ricerca di uno schema di allenamento
“personalizzato” che tenga quindi conto delle
peculiarità psichiche e fisiche dell'atleta e dei risultati
da conseguire
Principi generali per i giovani e i principianti
APPRENDIMENTO
Ogni esercizio, anche il più semplice, necessita di
un periodo più o meno lungo di "tirocinio"
affinché l'atleta impari a eseguirlo correttamente.
Con la ripetizione sistematica del gesto migliora inoltre
la sensibilità neuromuscolare.
Durante la fase di apprendimento possono essere usati due
metodi:
- analisi: il movimento completo viene scomposto in una serie
di movimenti più semplici da apprendere singolarmente.
Solo in un secondo tempo verrà ricomposto ed eseguito
il movimento originario;
- sintesi: esecuzione completa del gesto atletico anche da
parte di giovani e principianti. Si interviene poi gradualmente
nel correggere gli errori partendo da quelli più vistosi
e raffinando sempre più la tecnica esecutiva.
Generalmente si consiglia di usare i due metodi contemporaneamente,
infatti il giovane desidera eseguire subito la tecnica e il
gesto della disciplina prescelta. Si eviteranno perciò
lunghe e noiose sedute di solo apprendimento frazionato che
potrebbero causare l'abbandono dell’attività
PROGRESSIVITA'
Quantità di lavoro da svilupparsi in fase iniziale
di approccio o ripresa di attività fisica, favorendo
le doti di resistenza organica e potenziamento cardiocircolatorio
e respiratorio, unitamente ad un'efficienza neuromuscolare
generale alfine di ottenere una migliore condizione generale
indispensabile al futuro lavoro di maggiore impegno e intensità
GRADUALITA'
Qualità del lavoro che si svolge, ovvero la ricerca
successiva di impegni che hanno lo scopo ben preciso di migliorare
l'efficienza funzionale di specifiche regioni muscolari o
apparati corporei che vengono maggiormente sollecitati nella
esecuzione del gesto atletico
------------------------------------------------------------------------------
PERIODIZZAZIONE DELL'ALLENAMENTO
PRINCIPI GENERALI
Il primo quesito che deve porsi l’allenatore è
l’obiettivo che vuole far raggiungere ai propri atleti.
Per raggiungere questo obiettivo deve avere chiare le caratteristiche
principali che il proprio atleta dovrebbe possedere in relazione
alla disciplina praticata (MODELLO DI PRESTAZIONE).
Solitamente il modello di prestazione è composto da
molte variabili quali le caratteristiche antropometriche (peso
e statura), il livello specifico delle capacità motorie,
le capacità tecniche e tattiche, le caratteristiche
psicologiche, ecc.
Dopo queste prime considerazioni si passa alla PERIODIZZAZIONE
che si divide in due momenti: PIANIFICAZIONE e PROGRAMMAZIONE.
La periodizzazione si propone il raggiungimento della MASSIMA
FORMA SPORTIVA e quindi estrinsecazione da parte dell'atleta
di tutte le sue potenzialità fisiche e psichiche.
Una razionale applicazione pratica dei principi dell'allenamento
e della periodizzazione permette di ottenere lo stato di forma
da uno a tre volte all'anno e di mantenerlo per il tempo sufficiente
al raggiungimento del risultato che ci si era proposti.
Periodizzazione
PIANIFICAZIONE
Momento generale di formulazione della strategia delle grandi
variazioni di struttura dell’allenamento riferite ad
un ampio arco di tempo e ad obiettivi intermedi. Pertanto
vanno definiti gli obiettivi, le priorità, le scadenze
più importanti, i tempi occorrenti per le varie fasi
di preparazione, i metodi e i mezzi più idonei
PROGRAMMAZIONE
Momento particolareggiato di stesura del programma di allenamento
sulla base di quanto pianificato in precedenza
FORMA SPORTIVA
Livello momentaneo raggiungibile solo partendo da una buona
condizione fisica e che potremmo definire come quello “stato
in cui l'atleta riesce a sintetizzare tutte le proprie potenzialità
motorie, energetiche e psicologiche e a finalizzarle per uno
scopo ben preciso che è quello agonistico, rendendosi
disponibile al massimo rendimento sia da un punto di vista
fisico che psichico”
CONDIZIONE FISICA
E' lo stato di efficienza quotidiana dell'atleta ed è
determinata dal livello delle capacità funzionali dell'organismo
(apparato locomotore, cardiocircolatorio, respiratorio, ecc.)
Le FASI DI ACQUISIZIONE DELLA FORMA sono tre:
- FASE DI SVILUPPO: si svolge in due momenti, uno iniziale
indirizzato alla ricerca di una efficienza generale avente
lo scopo di aumentare le capacità funzionali dell'organismo,
e un momento posteriore in cui si ricercano gli elementi più
specifici che portano al raggiungimento della forma vera e
propria.
Pertanto, da una iniziale attività multiforme e poliedrica
si andrà gradualmente verso un lavoro sempre più
specifico sia per quanto riguarda le qualità fisiche
che per le capacità tecniche;
- FASE DI MANTENIMENTO: ove l'andamento ondulatorio dei carichi
di allenamento che si realizza con opportune variazioni della
quantità e dell’intensità, influisce sullo
stato di forma che subisce leggere ondulazioni positive e
negative;
- FASE DI PERDITA TEMPORANEA: si identifica con un calo transitorio
(posteriore alle gare importanti), ove l’attività
si riduce, per non indurre a fenomeni di saturazione fisica
e psichica e conseguente abbassamento repentino della forma.
La DURATA DELLE TRE FASI esposte è condizionata dall’età
dell'atleta, dalle caratteristiche individuali e dalla condizione
fisica generale. Comunque “occorrono mediamente almeno
6 mesi per realizzare lo stato di forma” (Matveev).
Per i GIOVANI gli obiettivi immediati sono meno importanti
e lo scopo principale deve essere quello di alzarne il livello
delle qualità fisiche inserendo gradualmente esperienze
agonistiche. Pertanto sarà notevole il tempo da dedicare
al primo momento della fase di formazione generale rispetto
alle altre fasi.
Nel caso di ATLETI EVOLUTI, specialmente più anziani
dal punto di vista agonistico, la possibilità di incrementare
le qualità fisiche si riduce mentre più facile
risulta un costante rendimento di buon livello. Potrà
quindi prolungarsi il periodo impiegato al mantenimento della
forma e dedicare meno tempo al suo raggiungimento.
Adottando un ciclo annuale (PERIODIZZAZIONE SEMPLICE), il
periodo da dedicare alla ricerca della forma sarà di
circa 4 mesi; nel caso invece si scelga un ciclo semestrale
(PERIODIZZAZIONE DOPPIA), allo sviluppo della forma potranno
dedicarsi non più di 2 mesi.
Solitamente si sconsiglia l'uso di tre cicli annuali (PERIODIZZAZIONE
TRIPLA).
Per i giovani è buona norma adottare una periodizzazione
semplice (macrociclo annuale) mentre per gli atleti evoluti
può essere doppia (macrociclo semestrale) ma con inserimento
di un ciclo semestrale di recupero ogni 4-6 cicli semestrali
continuativi.
QUANTITA' E INTENSITA' DEL CARICO DI ALLENAMENTO sono in
stretta relazione tra di loro condizionandosi a vicenda sia
in senso negativo che positivo. Infatti fino ad un certo punto
possono entrambe aumentare ma, superata una determinata soglia,
si ha stabilizzazione o addirittura decremento di una delle
due.
Questi due parametri dovranno essere tenuti presenti non
solo nella programmazione del lavoro annuale ma anche nei
cicli più ristretti sia mensili che settimanali.
Nei microcicli settimanali solitamente si inseriscono nella
prima metà carichi di allenamento caratterizzati prevalentemente
dall’intensità, mentre nella seconda si intensifica
il lavoro quantitativo diminuendo quello intensivo.
Questo principio vale anche nella struttura della singola
unità di allenamento, infatti nelle discipline a forte
componente neuromuscolare e coordinativa gli esercizi volti
a incrementare le abilità motorie di rapidità,
coordinazione e forza dovranno precedere quelli rivolti a
incrementare la resistenza muscolare e organica.
I carichi dovranno essere sempre elevati sia per la qualità
che per la quantità, con ritocchi periodici derivanti
dall'incremento ottenuto e quindi mantenere il rispetto delle
percentuali programmate.
Negli atleti evoluti, per evitare un’eccessiva assuefazione
al carico (scarsa risposta agli stimoli), situazione che si
viene a creare anche usando costantemente carichi molto elevati
ma sempre uguali, le attuali metodiche consigliano dei bruschi
salti di carico con andamenti fortemente ondulatori e discontinui
(INTERRUZIONI DI GRADUALITA').
Per gli atleti di alto livello è stato proposto (Verchoshanskij
1985) la STRUTTURA A BLOCCHI (allenamento speciale concentrato),
ovvero una serie di sedute contigue che hanno in comune un
unico obiettivo (es.: una serie di sedute di allenamento dedicate
solo alla forza o solo alla rapidità). Il ciclo di
preparazione annuale dovrebbe iniziare con un blocco di allenamento
tendente a colmare particolari lacune dell’atleta, si
prosegue con un blocco di forza e infine con un blocco dedicato
alla velocità e alla tecnica finalizzata alla trasformazione
di quanto acquisito nel gesto/i di gara. I carichi concentrati
per brevi periodi tendono a modificare l’equilibrio
dell’organismo in maniera più efficace, elevandone
gli indici funzionali più importanti.
La proposta dell'allenamento a blocchi si basa sul meccanismo
di supercompensazione definito "residual effect of training",
dove una capacità motoria innalzata in maniera elettiva
per un certo periodo di tempo mantiene un livello residuo
abbastanza lungo che può essere utilizzato anche dopo
un certo tempo dalla fine del "blocco" dedicato
ad essa.
--------------------------------------------------------------------------------MACROCICLO
DI ALLENAMENTO
I principi esposti precedentemente vanno sempre tenuti presenti
in fase di periodizzazione annuale o semestrale. Pertanto
da una visione generale del programma di allenamento si tenderà
a scendere sempre più al particolare fino alla singola
unità di allenamento giornaliero.
Nella periodizzazione di un macrociclo sono quindi compresi
(Figura):
- periodo preparatorio (suddiviso in tappa fondamentale e
tappa speciale)
- periodo agonistico (o pre-gara o competitivo)
- periodo transitorio (o di transizione)
Ogni periodo comprende mesocicli a loro volta composti da
microcicli, organizzati in singole unità di allenamento
(Figura).
PERIODI DI ALLENAMENTO
Periodo preparatorio
È il periodo che precede quello competitivo ed è
quindi dedicato alla preparazione per la imminente stagione
agonistica.
Questo periodo in realtà non solo serve alla preparazione
di base ma anche come ponte per l'ottenimento dello stato
migliore della forma atletica, che verrà esaltata al
massimo nel successivo periodo agonistico.
I mezzi e le metodologie da usare sono molteplici pertanto
è bene suddividere il periodo preparatorio in due ulteriori
tappe, la PRIMA TAPPA (fondamentale) va dedicata quasi esclusivamente
alla preparazione generale, mentre la SECONDA TAPPA (speciale)
va rivolta maggiormente alla preparazione specifica. Il rapporto
di durata di queste due tappe è di due per la prima
e uno per la seconda (2:1), rapporto che rimarrà costante
sia che si adotti una periodizzazione semestrale che annuale.
Il periodo preparatorio entra anche in rapporto con il periodo
agonistico e precisamente di due a uno o anche tre a due (2:1
o 3:2). . Di conseguenza in una PERIODIZZAZIONE SEMESTRALE
(più adatta ad atleti evoluti) potremmo avere:
- 80 giorni circa da dedicare alla preparazione generale
prevista nella prima fase del periodo preparatorio;
- 40 giorni per la preparazione più specifica prevista
come seconda fase dello stesso periodo preparatorio;
- 60 giorni di esclusivo periodo agonistico suddiviso anch'esso
nelle varie tappe (mesocicli).
In una PERIODIZZAZIONE ANNUALE (più adatta ai giovani)
potremmo avere:
- 8 mesi di preparazione generale, suddivisa in due parti,
la prima più generale di 5 mesi circa, la seconda più
specifica di 3 mesi circa, ambedue del periodo preparatorio;
- 4 mesi di preparazione inseriti nel periodo agonistico.
L'intensità degli allenamenti condizionerà
la durata del periodo preparatorio che sarà tanto più
lungo quanto più bassa sarà l'intensità
e viceversa.
La TAPPA FONDAMENTALE del periodo preparatorio tenderà
ad allargare la base generale delle qualità fisiche
ovvero considererà quelle doti di base irrinunciabili
che sono la forza, la resistenza, la velocità, la mobilità
articolare e la coordinazione. Il miglioramento di queste
dovrà essere parallelo per tutte, si interverrà
particolarmente su di una qualità rispetto alle altre
se l'atleta presenterà per essa vistose carenze.
Il lavoro quantitativo prevarrà in maniera evidente
su quello qualitativo che comunque non verrà mai tralasciato.
La TAPPA SPECIALE del periodo preparatorio vedrà gradualmente
prevalere il lavoro specifico su quello generale. Inizialmente
la quantità si manterrà pressoché costante
e l’intensità aumenterà progressivamente
fino ad arrivare alla fine della tappa, e quindi del periodo
preparatorio, all’accentuazione della intensità
sulla quantità.
Nel periodo intermedio e finale della seconda tappa possono
essere inserite delle competizioni di controllo, senza però
alterare il programma di lavoro che prevede scopi e obiettivi
di più lunga scadenza.
È evidente che il gioco dei parametri, ovvero durata
delle due tappe e tipo di lavoro da effettuare, sono suscettibili
di totali variazioni in quanto si dovrà sempre tenere
conto delle caratteristiche proprie dell'atleta, del suo grado
di preparazione, della condizione fisica giornaliera, dell'età,
ecc.
Periodo agonistico (o competitivo)
Tutta la pianificazione dell'allenamento per l'atleta agonista
acquista un senso solo se finalizzata alle gare più
importanti previste in questo periodo.
Bisognerà quindi giungere al periodo fondamentale
in ottime condizioni di forma e di preparazione tecnica alfine
di ricevere in questa fase quei “ritocchi” utili
al massimo risultato.
In una PERIODIZZAZIONE SEMESTRALE (più adatta agli
atleti evoluti), il periodo fondamentale dura circa 2 mesi
(rapporto 2:1 con il periodo preparatorio). In una PERIODIZZAZIONE
ANNUALE (più adatta ai giovani) dura invece 4 mesi.
In questo periodo il livello della massima “performance”
non dovrà essere ricercato più di una-due volte
per gli atleti giovani e due-tre volte per gli atleti più
evoluti. Per i giovani è inoltre consigliabile mantenere
a buon livello le qualità fisiche generali e specifiche
senza esagerare con esercitazioni tecniche specialistiche.
Nel caso di periodizzazione annuale, e quindi di periodo
competitivo particolarmente lungo, va inserita per tutti gli
atleti una tappa intermedia della durata di 3-4 settimane
ove verrà dato ampio risalto al lavoro generalizzato
con momentaneo abbassamento di quello specifico.
La metodica delle ”INTERRUZIONI DI GRADUALITA'"
deve essere sempre presente per qualsiasi volume o intensità
di carico venga adottato.
Il MICROCICLO CHE PRECEDE LA GARA importante prevede la riduzione
della quantità con qualità e intensità
che rimangono pressoché costanti. Pertanto il carico
totale subirà una riduzione (volume) che non deve però
oltrepassare il 30-40% dei valori medi dello stesso periodo
competitivo.
Normalmente un atleta di livello non dovrebbe superare le
due-tre gare annuali intese ovviamente come scopo effettivo
dell'allenamento e del risultato. A queste gare corrisponde
anche il periodo di massima forma, momento culmine e nel contempo
breve del processo di allenamento. Tutte le altre gare secondarie
possono risultare utili. sempre che non incidano sui programmi
prestabiliti, come test di controllo e come momento psicologico
atto ad abituare l'atleta alla situazione di gara.
Periodo transitorio (o riposo attivo)
Il periodo che intercorre tra due stagioni agonistiche è
quello che si chiama “RIPOSO ATTIVO” ovvero di
lavoro molto ridotto rispetto al periodo precedente, senza
però tralasciare le esercitazioni fondamentali che
garantiscono il mantenimento delle potenzialità acquisite.
È il periodo in cui si cerca di smaltire la fatica
fisica e psichica accumulate in tutto l'arco della periodizzazione,
mantenendosi però nelle condizioni di poter riprendere
un lavoro impegnativo per imminente stagione, senza perdite
di tempo, anzi garantendosi una condizione fisica ideale a
ulteriori incrementi di carico e di risultato.
Va evitato il riposo assoluto in quanto facilita la perdita
di quanto acquisito e ritarda i tempi di ripresa per le tappe
future.
Mediamente la durata del periodo transitorio è:
- 2-4 settimane nella periodizzazione annuale;
- 1-2 settimane in quella semestrale;
- 2-3 settimane e per due-tre volte l'anno per i giovani.
Il periodo transitorio è irrinunciabile se si vogliono
garantire futuri risultati; è infatti paragonabile
al tempo di recupero tra una serie e l'altra e tra un allenamento
e l'altro, ovvero di quella pausa necessaria affinché
l'organismo assorba il lavoro svolto, si adatti e infine risponda
esprimendosi a livelli sempre maggiori.
MESOCICLI DI ALLENAMENTO
Un mesociclo comprende una variazione di tempo che va dalle
2 alle 6 settimane circa e che nella struttura totale offre
una visione completa dell'intero processo di allenamento.
Le ragioni che consigliano la distribuzione degli allenamenti
in mesocicli sono essenzialmente due:
- l'andamento ondulatorio dei carichi di lavoro va rispettato
anche durante un arco di tempo più ampio previsto da
un microciclo, in modo tale che nel processo di allenamento
avvenga quella sommatoria di carichi e di lavoro che è
il presupposto essenziale per l'incremento delle qualità
fisiche. Infatti un mesociclo viene definito anche “CICLO
FUNZIONALE” in quanto è il termine di tempo minimo
per provocare gli effetti cumulativi dell’allenamento
(supercompensazione). Vanno inoltre rispettati i tempi fisiologici
di ripristino delle condizioni ottimali di lavoro dell'organismo.
Si dovranno perciò alternare opportunamente microcicli
di compensazione a periodi contraddistinti da forte carico
di lavoro;
- il contenuto e la metodologia di allenamento nei diversi
periodi deve essere modificato periodicamente. Potremo avere
pertanto i seguenti tipi di mesocicli:
- mesociclo di introduttivo (o di preparazione)
- mesociclo di base (o fondamentale o di perfezionamento)
- mesociclo agonistico (comprendente la gara)
- mesociclo interagonistico (comprendente due o più
gare ravvicinate)
- mesociclo di compensazione (o di recupero attivo).
Il MESOCICLO INTRODUTTIVO comporta un costante aumento della
intensità e del volume con netta prevalenza di quest'ultimo.
Ogni ciclo agonistico inizia infatti con un mesociclo di
tipo introduttivo che è quello che in sostanza contraddistingue
l'inizio del periodo preparatorio.
Il MESOCICLO DI BASE è la parte più importante
dell'intero periodo preparatorio. È in questa fase
che viene svolto il lavoro fondamentale dell'allenamento tendente
a incrementare le capacità funzionali dell'organismo
e ad assicurare l'apprendimento e il perfezionamento della
tecnica.
Il mesociclo di base si distingue ulteriormente in:
- mesociclo di preparazione generale
- mesociclo di preparazione specifica.
A seconda della tendenza delle esigenze di allenamento avremo
anche un:
- mesociclo di sviluppo;
- mesociclo di stabilizzazione.
Il carico, durante questi mesocicli, è di solito molto
elevato, va però tenuto presente l'inserimento periodico
di uno o due microcicli di compensazione sia per avere un
ottimale recupero fisico sia per poter sostenere in seguito
carichi elevati di lavoro.
Il MESOCICLO AGONISTICO precede le competizioni più
importanti e nell'allenamento prevale l'aspetto specialistico
con carico di particolare intensità. Il microciclo
iniziale sarà di compensazione per poi terminare nel
microciclo agonistico culminante nella gara vera e propria.
Il MESOCICLO INTERAGONISTICO si inserisce tra una competizione
e l'altra, senza superare le 3-4 settimane. Se si prevede
il superamento di questo intervallo di tempo è bene
programmare un mesociclo di preparazione specifica, di sviluppo
e stabilizzazione e quindi il mesociclo preagonistico.
li mesociclo interagonistico inizierà sempre con un
microciclo di compensazione e sarà volto al mantenimento
o perfezionamento di quanto acquisito, in vista della gara,
tramite opportuno andamento ondulatorio dei carichi nei microcicli.
Nel carico prevarrà il fattore intensità dosato
in modo che l'ultimo microciclo sia di tipo agonistico per
poi terminare nella gara.
Il MESOCICLO DI COMPENSAZIONE è caratterizzato dal
carico non elevato e dalla poliedricità delle esercitazioni
aventi lo scopo del recupero completo da parte dell'organismo,
soprattutto dopo gare di certo impegno.
Questo mesociclo si utilizza nella periodizzazione semestrale
tra le fine del primo periodo agonistico e l'inizio del secondo
periodo preparatorio annuale. La durata varia da due a tre
settimane mentre il contenuto degli allenamenti comprenderà
esercitazioni di vario tipo anche se non specialistiche. I
carichi sia nell'intensità che nella quantità
saranno bassi, va comunque rispettato il principio dell'andamento
ondulatorio dei carichi.
Si sconsigliano periodi di riposo assoluto per non compromettere
il lavoro svolto e per non avere ritardi eccessivi per il
futuro raggiungimento della forma
MICROCICLI DI ALLENAMENTO
Un microciclo ha la caratteristica di contenere tutti gli
elementi previsti nell’ambito del mesociclo di appartenenza.
Si estende normalmente nell'arco di una settimana per un numero
di sedute che può variare da un minimo di 4 fino a
12 e oltre. Il microciclo è la parte più breve
ma abbastanza completa dell'intero processo di allenamento.
La strutturazione del microciclo riveste una priorità
fondamentale per rendere efficace al massimo il lavoro che
si svolge ed è quindi opportuno un approfondito studio
degli esercizi, la loro qualità, quantità, successione
e pause di recupero.
All'inizio del microciclo va data priorità agli esercizi
di tecnica e velocità su quelli di potenziamento e
resistenza che invece prevarranno nella seconda parte.
Sommariamente i microcicli possono distinguersi in.
- MICROCICLO DI PREPARAZIONE: presenta un contenuto decisamente
generale ove la quantità del carico prevale nettamente
sull’intensità;
- MICROCICLO PRE-GARA: l’intensità viene portata
al massimo in quanto si inserisce nella tappa speciale della
fase preparatoria del periodo agonistico;
- MICROCICLO DI GARA: viene ridotta bruscamente la quantità
di carico in quanto si cerca di mantenere il livello ottenuto
con il supporto della massima quantità di energia psichica
e fisica.
- MICROCICLO DI COMPENSAZIONE: di recupero, è a carico
nettamente ridotto sia nella quantità che nella intensità.
La frequenza di questi microcicli è di 1:3-1:4 (uno
ogni tre o quattro microcicli) nel periodo preparatorio, di
1:1-1:2 nella fase speciale e agonistica per i microcicli
di lavoro elevato.
L’UNITÀ DI ALLENAMENTO
L’unità (o seduta) di allenamento si compone
generalmente di tre parti:
- PARTE INTRODUTTIVA (o preparatoria): detta comunemente
”riscaldamento” consiste nel preparare l'organismo
a più specifici impegni previsti dall'allenamento.
Si eseguono esercizi di ginnastica generale, mobilità
articolare, imitazione del gesto atletico ecc. La durata va
da 10 a 20 minuti e oltre a seconda del lavoro previsto nella
parte fondamentale;
- PARTE CENTRALE (o fondamentale): varia da 80 a 160 minuti
e oltre, a seconda della quantità e intensità
del carico prevista. Questo tempo viene dedicato prevalentemente
allo sviluppo della tecnica (apprendimento e perfezionamento)
e delle qualità fisiche;
- PARTE CONCLUSIVA (o defaticante): della durata di circa
20 minuti viene dedicata ad esercizi di allungamento e articolabilità,
di rilassamento e potrà comprendere anche pratiche
di massaggio, sauna, idromassaggio.
|